Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ gen 14th, 2008

annata d’ossa, vernata grossa. (cioè: annata ricca di ossa ( intese come semi di frutta e come gusci di noci e noccioline)  è presagio di un inverno rigido.

l’acqua va al mar ( l’acqua va al mare inteso che i soldi vanno dove sono altri soldi)

n’tiemp de guerra, pan de veccia. ( in tempo di guerra è buno anche il pane di “veccia” un legume selvatico, poco nutriente che nasce nei campi di grano) ( quond è fam è fam)

se n’è vacca è vov. ( se non è mucca è bue. come dire se non è zuppa è pan bagnato.)

tra limb e lamb. (in bilico)

acqua e fuoch ne tienn luoch. ( cioè: acqua e fuoco sono difficili da dominare)

ognune sa iss e dii sa tutt. ( ognuno sa i fatti propri e dio sa tutto di tutti)

locch locch=chien chien= piano piano

le chiecchiera ze le porta re viend.( le parole se le porta il vento: cioè : ci vogliono o i fatti o le cose scritte)

I ne me facce scuacciuò le nuce ngape:  io non mi faccio schiacciare le noci in testa( non mi faccio imporre le idee altrui)

 palma mbossa, vranga assutta. ( se domenica delle palme il tempo è piovoso, quando si miete il grano sicuramente sarà bel tempo. ( la vranga è la manciata di grano che si prende quando si mieteva con la falce (assutta=asciutta)-

attacca l’uosen addò dice re padrone. (lega l’asino dove dice il padrone. cioè: chi lavora per conto altrui, deve fare quello che gli ordina il padrone anche se a volte è vero anche che : attacca re padrone addò dice l’uosen.)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ gen 14th, 2008

art pd’art e r lup al pecura (ad ognuno la sua arte. quella del lupo è cacciare le pecore)

é meglie pan e cepolla alla casa teia. (è meglio pane e cipolla a casa tua. cioè: a volte si deve preferire affrontare molte difficoltà nel proprio paese anzichè andare altrove in cerca di fortuna. purtroppo, ai nostri tempi, qui da noi, questo detto ha perso molto di credibilità, in quanto, se continua così, molto probabilmente saremo costretti ad emigrare.

nel bar la sera spesso gruppi di persone si incontrano per fare insieme qualche partita a tressette, è usanza mettere in gioco la bevuta. chi perde paga. però chi beve è deciso dalla “legge” . la legge la fa chi perde e con essa si decide il “padrone” e il “sotto”. sono loro che destinano i bicchieri della bevuta. la “legge” si fa con le carte e il cartaio decide come farla. ad esempio porto la legge che faccio io : “meglie e meglie vendesett , frusc e premera ne val , scala e tre cos tutt alla maggior, la scala de quattr è meglie de chela de cing.” (meglio e meglio (i due punti maggiori) ventisette (a contare le carte chi ha questo punto può decidere di fare il padrone o il sotto) scala e tre cose ( 4 carte in scale o 3 carte uguali fanno lo stesso considerando che l’ultimo “ficco” è il migliore, e che la scala di quattro carte è meglio di quella di cinque.)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ gen 11th, 2008

se marz ne marzeia abbril la malpenza (se marzo non “marzeggia” cioè non è pazzerell con il tempo, aprile pensa male e fa cattivo tempo)

se ne può vatt suocch viett sacchetta (se non puoi battere il sacco batti il sacchetto” nel senso che se non puoi fare quello che vorresti fare, fai quello che ti riesce di fare)

la sacchetta vacanda nze mandè allerta ( il sacco vuoto non si regge in piedi, nel senso che una persona a digiuno non puo stare in piedi)

premette e abbà ognun sa fà (promettere e gabbare ognuno sa fare)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ dic 1st, 2007

Chiove sciocca e maletiemb fà e alla casa dell’ietrc’è mal stà. (piove nevica e maltempo fa e a casa degli altri non è bene stare).  Proverbialmente, questa frase la diceva la padrona di casa che aveva ricevuto un ospite non gradito, appena dopo avere sfornato “la pizza de pane”. Questa signora , considerate le ristrettezze economiche dell’epoca , volendo nascondere la pizza per non condividerla con l’ ospite, pensò bene di metterla su una sedia e sedervi sopra. La “commare” (l’ospite) che conosceva l’avarizia della padrona di casa rispose:”Ne me ne fotte e ne me ne cure, basta ca la pizza te coce re cure”. ( non me ne “fotto” e non me ne curo, mi basta che la pizza ti cuocia il culo)


 RE TIEMB. tutto quello che i catastrofisti ambientalisti non sanno e non vorrebbero sapere

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ dic 1st, 2007

Maje a vierne z’arrattraje ( maggio ai mesi invernali (a volte ) si riconduce)

Auscet aremittet re buscet. (agosto, rimettiti il busto) cioè: ad agosto dalle nostre parti, il clima, comincia a volgere all’autunno, quindi può nascere l’esigenza di coprirsi con un abbigliamento adeguato (re buscet).

Z’è fraieta la vernata. ( é abortita la stagione invernale) cioè:  secondo le osservazioni storico-climatiche, i nostri antenati, constatavano che a seguito di anticipate precipitazioni nevose,  nei mesi di ottobre e novembre, seguiva un inverno mite.

Luna settembrina, sett o nove ze ne trascina. (la luna (nuova) di settembre, secondo i detti antichi, trascina con sè le condizioni climatiche di quel giorno, cioè, se a settembre nasce la luna nuova con il bel tempo, questo si protarrà per un periodo pari a 7 o 9 lunazioni (lune piene, quarti e lune nuove)

Vierne che nendè cuope, tè coda. (inverno che non ha capo, ha la coda).

Natale che re sole pasqua che re tezzone. (natale con il sole, pasqua con il tizzone ( il ceppo al camino) . Quindi se a natale è bel tempo, probabilmente, o sicuramente a pasqua sarà cattivo tempo.

 Al detto : la canderola, la vernata è uscita fòra, risponde san Biase, l’ inverno ancora non trase, c’è un appendice di Carovilli che segue così: ” arresponne la vecchia arrajieta c’ada arreviè l’annuzieta, ma se vuò stà chiù sicure jienna arreviè re meteture.” (risponde la vecchia incavolata che deve arrivare l’Annunciazione di NSGC ma se vuoi essere più sicuro devono arrivare i mietitori)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 30th, 2007

Acqua mupa ne passà, mur vass ne zumpà. (acqua calma non passare, muro basso non saltare) .Cioè: non sottovalutare i piccoli ostacoli perchè possono nascondere grosse insidie.


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 30th, 2007

Quond r’amich te vè a trevà è segn ca caccosa te vè a cercà. Quond re piacer ce re si fatt resta cundiend e suddesfatt. Quond ce re viè arrecercà ze mette a astmà. Pe tand astema spiss è chinda se tu avissa dà a iss.  ( quando l’amico ti viene a trovare è segno che qualche cosa ti viene a chiedere. Quando il piacere glielo hai fatto resta contento e soddisfatto. Quando glielo vai a richiedere(il piacere) si mette a bestemmiare. Per tanto bestemmia spesso è come se tu dovessi dare a esso.

serin de viern e cure de criature nè può stà miè sicure. (Sereno d’ inverno e “sederino di neonati” non c’è mai da essere sicuri) nel senso che d’inverno anche se il tempo è sereno facilmente può volgere al brutto e con il bimbo in braccio, a volte , il suo sederino può riservare spiacevoli sorprese.


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 29th, 2007

CHIU’ NE FIE’ CHIU’ E’ PERDUTE.  cioè più cose (buone) fai più è tempo perso.

A LAVA’ LA COCCIA ALL’UOSEN CE ARFUNN TIEMP E SAPON. (a lavare la testa all’asino ci perdi tempo e sapone). cioè: a volte tentare di far ragionare qualcuno che insiste nel torto, si perde solo tempo.


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 28th, 2007

I veng dalla fond e tu dice ca n’ge stà l’acqua. ( io vengo dalla fontana e tu dici che non c’è acqua, cioè :  io so una notizia da fonte sicura e tu mi dici il contrario)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 28th, 2007

re cuon mocceca re straccion  (il cane morde il poveraccio) , nel senso che più sei un disperato e stai male e più guai ti colpiscono.

Quond lamba scamba, quond tona chiove ( detto proverbiale: quando vedi solo i lampi in lontananza, non pioverà di certo, quando senti i tuoni in vicinanza la pioggia è sicura).

 Le chiecchiera dla candina n’arrivan alla matina. ( le parole o le liti fatte al bar, magari con un bicchiere in più, il giorno dopo non vengono prese più in considerazione, in pratica : “acqua passata ne macina ar mulin”.

Le campane zenna sendì sembr a cocchia. ( Le campane si devono sempre sentire suonare insieme, nel senso che tra una disputa tra due persone, per potere esprimere un proprio giudizio, si dovrebbero sentire tutti e due i contendenti.

pero:

 che ne no te spicce e che ne sci te ‘mbicce. ( con un no ti tiri fuori da una situazione, con un si ti coinvolgi)