Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 30th, 2007

Acqua mupa ne passà, mur vass ne zumpà. (acqua calma non passare, muro basso non saltare) .Cioè: non sottovalutare i piccoli ostacoli perchè possono nascondere grosse insidie.


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 30th, 2007

Quond r’amich te vè a trevà è segn ca caccosa te vè a cercà. Quond re piacer ce re si fatt resta cundiend e suddesfatt. Quond ce re viè arrecercà ze mette a astmà. Pe tand astema spiss è chinda se tu avissa dà a iss.  ( quando l’amico ti viene a trovare è segno che qualche cosa ti viene a chiedere. Quando il piacere glielo hai fatto resta contento e soddisfatto. Quando glielo vai a richiedere(il piacere) si mette a bestemmiare. Per tanto bestemmia spesso è come se tu dovessi dare a esso.

serin de viern e cure de criature nè può stà miè sicure. (Sereno d’ inverno e “sederino di neonati” non c’è mai da essere sicuri) nel senso che d’inverno anche se il tempo è sereno facilmente può volgere al brutto e con il bimbo in braccio, a volte , il suo sederino può riservare spiacevoli sorprese.


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 29th, 2007

CHIU’ NE FIE’ CHIU’ E’ PERDUTE.  cioè più cose (buone) fai più è tempo perso.

A LAVA’ LA COCCIA ALL’UOSEN CE ARFUNN TIEMP E SAPON. (a lavare la testa all’asino ci perdi tempo e sapone). cioè: a volte tentare di far ragionare qualcuno che insiste nel torto, si perde solo tempo.


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 28th, 2007

I veng dalla fond e tu dice ca n’ge stà l’acqua. ( io vengo dalla fontana e tu dici che non c’è acqua, cioè :  io so una notizia da fonte sicura e tu mi dici il contrario)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 28th, 2007

re cuon mocceca re straccion  (il cane morde il poveraccio) , nel senso che più sei un disperato e stai male e più guai ti colpiscono.

Quond lamba scamba, quond tona chiove ( detto proverbiale: quando vedi solo i lampi in lontananza, non pioverà di certo, quando senti i tuoni in vicinanza la pioggia è sicura).

 Le chiecchiera dla candina n’arrivan alla matina. ( le parole o le liti fatte al bar, magari con un bicchiere in più, il giorno dopo non vengono prese più in considerazione, in pratica : “acqua passata ne macina ar mulin”.

Le campane zenna sendì sembr a cocchia. ( Le campane si devono sempre sentire suonare insieme, nel senso che tra una disputa tra due persone, per potere esprimere un proprio giudizio, si dovrebbero sentire tutti e due i contendenti.

pero:

 che ne no te spicce e che ne sci te ‘mbicce. ( con un no ti tiri fuori da una situazione, con un si ti coinvolgi)


 

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 25th, 2007

che tutte chesct chiecchiera fora stat biegl a farc ne libbr, ma ce vuonn troppa suold e sicuramend la spesa ne vale la ‘mbresa, allora so penzat da iaprì ne “blog (parca auscì ze dice) pe puterz devertì a dice dù fregnacce. Chest parole sicuramente ne stienne scritte chinda z’averana scriv ca re dialett n’è facele a scrive, perciò se ce sta caccdun che sicuramend ne sa chiù de me, screvess caccosa pe ze le fa sapè pur a nù. chest cos streus che i vaglie a scrive le send ogni iuorn dalla gend che vè alla candina meia. i teng ne bar.

(con tutte queste chiacchiere, sarebbe stato bello a scrivere un libro, ma ci vogliono troppi soldi e sicuramente la spesa non varrebbe l’impresa, allora ho pensato di aprire un “blog” (pare che così si dica), (per questo ringrazio mio cugino Daniele), per poterci divertire a dire due fesserie. Queste parole che andrò a scrivere, sicuramente non saranno scritte come si dovrebbe perchè il dialetto non è facile da scrivere, perciò se c’è qualcuno che sicuramente ne sa più di me scrivesse qualche cosa per farlo sapere pure a noi. Queste cose strane che io scrivo, le sento ogni giorno dalla gente che frequenta il mio bar.


 Sagne e jerve

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 19th, 2007

A Carovilli, a memoria della buon anima di nonna Peppina ( la mersetta) che oggi avrebbe 102 anni, in occasione della festa di Tutti i Morti, si usava fare tra amici, una cena a base di “sagne e jerve”, lasciando un piatto di sagne fuori di casa perchè lo mangiassero i morti. Inoltre (sottolineo. quasi cento anni fa.) si usava intagliare una “cococcia” una zucca a forma di volto umano, inserendovi una candela dentro: ” la mort cazzuta”. E adesso mi vengono a parlare di Halloween!


 La fam caccia re lup dalla tana

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 19th, 2007

La fam caccia re lup dalla tana. ( La fame fa uscire il lupo dalla tana, che significa che al momento del bisogno bisogna rischiare di tutto e darsi da fare per sopravvivere.)


 Sciocca e squoglia

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 19th, 2007

Detto di chi non fa in tempo a guadagnare qualche soldo per spenderlo subito


 Penozze

 Archiviato in: Senza categoria — Salvatore @ nov 19th, 2007

A Carovilli le arachidi, le vostre peanuts si chiamano “penozze”. Questa somiglianza è dovuta al fatto che durante la seconda guerra mondiale questo alimento fu introdotto dai soldati americani.